Ricomincio così, dalla Maker Faire di Roma!

17 ottobre 2015,

Una data che non scorderò, mi ha permesso di riflettere su cosa sto costruendo, su cosa ho costruito e su cosa vorrei costruire, anzi su cosa ho da sempre sognato di costruire.

Ma è necessario un passo indietro.

Quando iniziai a lavorare come libero professionista decisi che firmare i miei lavori con il mio nome ( Basile Vito ) non fosse abbastanza, che per caratterizzarmi servisse molto di più. Ho così dato vita ad un sogno…VirtualStudios. Volevo raggruppare sotto un unico tetto tante menti creative, con esperienze in vari ambiti, in grado di formare un team di professionisti pronti a risolvere qualunque richiesta o progetto ci fosse stato affidato e che arrivasse a sviluppare anche dei propri prodotti. Oggi quest’idea (che quasi dieci anni faera anacronistica e ambiziosa), viene identificata con il nome di Coworking o anche di FabLab.

Io intanto nel 2013 vengo assunto in un’azienda che si occupa di import di prodotti di elettronica, distribuzione  e vendita diretta sul mercato italiano. Il mio ruolo è quello di responsabile marketing,  ma ad oggi ricopro anche altre mansioni.

Ad esempio testo i nuovi prodotti e collaboro a stretto contatto con le aziende produttrici per modificare o implementare nuove funzioni, sviluppo la grafica e il merchandising dei prodotti e mi occupo anche del lato informatico. Come si intuisce non si tratta di una multinazionale in cui si ricopre solo una ed una sola mansione. Ovviamente non è semplice “switchare” tra vari compiti, passare da fare il grafico a scegliere nome e strategia di presentazione di un prodotto a quella di web designer, fortunatamente la mia esperienza come VirtualStudios e di ingegnere mi aiuta sempre a superare ogni intoppo e problema.

Nel 2014 per mancanza di tempo decido di chiudere la partita Iva di VirtualStudios ( oramai quasi in disuso ) ma mantengo attivo il sito, perché mi sembrava di cancellare una parte della mia vita.

Quindi perché oggi mi metto a raccontare tutto ciò?

Perché il mondo intorno a me si sta muovendo molto velocemente e la politica del fare sta tornando prepotentemente in auge tanto che ciò che ho sempre sognato sembra così vicino che quasi riesco a toccarlo.

Il 17 ottobre del 2015 è una data che per me segnerà un momento di cambiamento. Già nei mesi passati era in atto un qualche rinnovamento, ho conosciuto tanta gente nuova, interessante, propositiva, che nonostante le difficoltà e le avversità crede e segue i propri sogni. Ma sabato a Roma durante la Maker Faire ammetto di essere stato folgorato da tutto quel mondo. Per quanto la maggior parte delle idee eran cose già conosciute, viste su internet o sentite in giro, avere la possibilità di conoscere di persona gli inventori di OpenRov, o  stringere la mano ad InMoove, mi ha fatto capire che dovevo riprendere il mio lavoro da dove lo avevo lasciato.

Quindi Ringrazio innanzitutto il mio nuovo amico Paolo e agli amici del Fablab di Tolentino (www.creaticityfablab.com) ora Famo di Civitanova che mi ha fatto conoscere e avvicinare a questo mondo così folle che fin ora sembra solo destinato a restare una prerogativa per pochi eletti stranieri. Invece ho visto con i miei occhi un’Italia che funge da culla di una rivoluzione tecnologica sensazionale, la rivoluzione del Fare (Make). Si può parlare di un vero e proprio sdoganamento di infrastrutture, conoscenze e strumentazioni che fino a poco tempo fa erano ad uso e consumo esclusivo di multinazionali e pochi altri, e che ha dato voce in capitolo ad una più ampia cerchia di persone.

Detto ciò, mentre raccolgo le idee e rimetto in funzione il mio piccolo Lab personale ( ho un po di problemi con la stampante 3D che ho assemblato) inizierò a breve una serie di tutorial incentrati sulla programmazione Android, qualche info base su Bootstrap e chi sa… cos’altro avrò tempo di condividere.

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